lunedì 2 febbraio 2009

El scioco del rugbi

Ci sono pittori che si commuovono davanti a un quadro. Ci sono scrittori che hanno i brividi davanti alla copertina di un libro. Ci sono attori che si incantano davanti alla locandina di un film.
Io non so fare nulla di tutto ciò...ma riconosco le stesse sensazioni, le stesse emozioni, la stessa gioia pura..io provo tutto questo davanti a una palla ovale.
Il rugby. E' entrato nella mia vita in modo bizzarro, quando per errore...in Romania mi sono poggiata su un mucchio di mattoni che all'improvviso si è mosso. Era una macchina da mischia, e io sono passata dal terrore alla curiosità in un attimo...sapevo cos'era il rugby, e guardavo anche le partite in tv, ma sapevo solo che la palla si passa all'indietro e che quando schiacci la palla oltre l'ultima linea hai fatto meta...mai, in quel giorno di maggio, avrei immaginato che il rugby è molto di più, e che mi avrebbe dato così tanto..
Primo appuntamento dell'anno, partita dei muccati di rugby.it a Recco, nella mia amata Liguria che da troppo tempo stavo trascurando...e per la prima volta, dopo lunghissimi mesi, avrei incontrato quelli che continuiamo a chiamare "i sitaroli" ma che rappresentano molto di più, che sono Amici con la maiuscola e il grassetto, che nonostante la distanza ho sempre sentito vicino, chi più chi meno, era la prima volta che rivedevo qualcuno senza le distanze colmabili di un litigio, era la mia prima partita dopo un tempo interminabile...e mi sono ritrovata davanti alla club house del Recco emozionata, col cuore a mille e le gambe che mi tremavano, mentre da lontano vedevo l'allegra mandria del rugby avvicinarsi, coi borsoni, le bottiglie, i sorrisi di chi sa che sta per affrontare una giornata bella come poche, una giornata che nonostante la pioggia, il freddo, le botte (per chi era in campo) sarebbe stata ricordata con una gioia negli occhi e nel cuore che sarebbe durata a lungo, che ti avrebbe fatto compagnia fino al prossimo incontro...
E' difficile spiegare il mondo del rugby ai non addetti ai lavori...è impossibile far capire come ci si sente dopo il week end di giugno a Bologna a chi non c'era...non ci sono parole per spiegare l'incredibile fratellanza che si riesce a vivere con queste persone conosciute un po' per caso e che poi sono diventate i pezzi fondamentali del puzzle della tua vita...io ho avuto una sensazione forte e chiara al primo dei numerosissimi brindisi di sabato scorso...che quello era il mio posto, che non volevo essere da nessuna altra parte nel mondo, con nessun altro...quello è il mio mondo, l'ho scelto io o mi ha scelto lui, non importa, ma di tutte le cose che ho cambiato nella mia vita negli ultimi anni, il rugby è rimasto il punto fermo, è rimasto il faro, è rimasto il rifugio in cui andare ogni volta, quando le cose andavano bene o andavano male, con qualunque tempo, atmosferico e no, la grande famiglia del rugby mi ha sempre accolto a braccia aperte, con un sorriso sulle labbra e con un bicchiere di birra in mano..e basta così poco per sentirsi a casa...io non ho un posto nel mondo, non riesco a pensare un posto che sia davvero casa mia, sono ancora alla ricerca del luogo in cui fermarmi, se mai mi fermerò, ma sapere che c'è sempre un campo da rugby, una club house e degli amici speciali ad aspettarmi mi fa sentire bene ovunque...grazie di tutto, grazie per avermi aspettato, grazie per esserci stati, grazie dei sorrisi e delle parole, grazie di esistere davvero....ci vediamo tra poco a Roma :-)


song of the day "canzone del 6 nazioni" ... qualcuno sa il perchè :D

lunedì 19 gennaio 2009

10 anni senza te...

Me lo ricordo bene quel giorno. Quel giorno di gennaio, non c'era il sole. Ero felice, perchè avevo superato lo scritto di Francese I. Sono entrata in casa alle 12:55 circa, in tempo per vedere il tg sul 2. Ho acceso la tv e le ho dato le spalle, spadellando per il pranzo. E una voce ha detto quelle parole. "E' morto a Milano Fabrizio De Andrè". Mi sono voltata verso il televisore, come se guardandolo avrei avuto conferma di aver sentito male. E invece no. Tu te ne sei davvero andato in una fredda giornata di gennaio, un mese a cui hai dedicato una preghiera, un mese che morirci è facile, meglio che farlo a maggio. Sono rimasta paralizzata, con una padella in mano che ridicolamente non riuscivo a posare, come se mi stesse dando l'equilibrio per restare in piedi. E ferma, così, nel bel mezzo della cucina, con una padella in mano, ho pianto. Ho pianto continuando assurdamente a sperare di aver capito male, ho sperato anche quando ho visto le immagini del via vai dalla clinica, quando ho visto Dori e Cristiano e Luvi con gli occhiali da sole e il viso rigato. Quando la morte mi chiamerà, cantavi...e tutti noi abbiamo pensato e ascoltato cosa avresti fatto tu nel tuo ultimo momento, ma non a cosa avremmo fatto noi. Io mi sono sentita sola. Mi sono sentita persa. Non ero pronta. Non lo sarei stata mai. Ma mi sono sentita persa, e sola, e non pronta. Ho messo su la tua Smisurata Preghiera, la smisurata eredità che ci hai lasciato, sapendo che ci avresti lasciato. E mi sono sentita meglio. Ho sentito che non era vero che te ne eri andato. Eri ancora lì. Sei ancora qui. L'amico fragile che curava le mie fragilità. L' inverno che diventava tepore. Il chimico che mi faceva sentire meno strana visto che gli uomini mai, mi riuscì di capire. Quello che mi faceva innamorare di tutto, da piccola e da grande (eh sì, al tempo era ancora così). Che mi ha fatto innamorare persino di Rimini. Che ha dato un senso alla mia Città Vecchia. Che rendeva un'inondazione una favola. Che mi ha indicato la mia cattiva strada. Che mi ha lasciato una barca da scrivere e un treno da perdere. Che mi ha fatto guardare le nuvole per la prima volta, e da quel giorno non ho mai smesso. Che mi ha fatto amare il genovese, e mi ha fatto commuovere davanti a Via del Campo e alla mia prima creuza. Che mi ha dato la forza di voltare la carta, ogni volta. Che mi ha fatto innamorare di Spoon River. Che mi ha fatto sentire una serva disobbediente meno sola. Che mi ha spiegato che l'amore viene, e l'amore va. Potrei continuare all'infinito, perchè tu sei stato infinito, perchè prima di andartene, come ogni buon padre, ti sei impegnato per lasciarci una canzone per ogni giorno, per ogni occasione, per ogni emozione della nostra vita. E io ogni giorno, ogni singolo giorno, ti ascolto. Perchè tu hai ancora tanto da dirmi. Perchè riesci a dire tutto quello che vorrei sentirmi dire. Perchè come te, ci sei solo tu. Perchè siamo tutti figli tuoi, un po' più orfani da 10 anni, un po' più zingari, un po' più ladroni. Perchè se solo penso a cosa sarebbe stata la mia vita senza di te, vedo il nulla...quando ero piccola facevo questo gioco: pensavo al mondo, e toglievo prima le persone, poi gli animali, poi il cielo, poi il mare, poi le montagne, poi il suolo, e piano piano iniziava a girarmi la testa, finchè non arrivavo a immaginare il vuoto cosmico. Ed era triste e buio. E lo sarei stata io senza te. Tu mi hai detto tanto, io posso dirti solo una cosa: grazie. Grazie di tutto Faber, e avevi proprio ragione tu, è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati.

song of the day: impossibile da scegliere....

martedì 13 gennaio 2009

Neve

Catarsi...è da sempre una delle mie parole preferite, non solo per il suo significato, ma anche per il suono che viene fuori quando la pronunci...

Catarsi...è da sempre una delle fasi più difficili della vita dell'uomo...ha un senso mistico, religioso, il senso di purificazione dai peccati, dal male, dal dolore, è un concetto anche mentalmente difficilissimo da raggiungere...

...Così come sono difficili da raggiungere le montagne piene di neve di una nebbiosa giornata di gennaio...ma quando le raggiungi, quando sei in alto, ti fermi, respiri a pieni polmoni, ascolti il battito del tuo cuore e finalmente, dopo mesi, o anni, vedi...vedi davvero con i tuoi occhi, che erano troppo occupati a farsi spazio tra le mille meccaniche della mente, vedi con il tuo cuore, troppo occupato a tenersi al caldo con una coperta corta e stretta e consumata ma a cui sei ormai affezionata e che prima d'ora non avresti scambiato col più caldo dei piumini d'oca... vedi con la testa, troppo occupata a congetturare e a cercare delle risposte, ma ormai è tutto libero, sgombro, leggero, e scopri una lucidità che pensavi di aver perduto...vedi intorno a te e ti sembra tutto un disegno, è tutto troppo puro, perfetto per essere reale, era così inarrivabile solo un giorno fa e ora invece sei qui, in alto, con il freddo che ti taglia la pelle ma tu non lo senti, con la neve che ti bagna il viso ma non te ne accorgi, le montagne sembrano una fotografia venuta male perchè si è aperto il flash, i paesini a 1600 metri sotto i tuoi piedi sembrano casette del presepe messe lì per sembrare reali, e al tuo fianco, al tuo fianco c'è una figura che a testa bassa cammina nella neve, che ogni tanto alza gli occhi e che quelle montagne le conosce come le sue tasche, che ti parla, ti sorride, ti indica i monti, e tu lo guardi e la sensazione è di essere parte di quella distesa di neve, da sempre, ti sembra di essere nata lì e di non essertene mai andata, ti sembra di avere avuto quell'ombra al tuo fianco tutti i giorni in cui ti è mancata come l'aria...Le montagne, quando le affronti, ti fanno meno paura, la neve è meno fredda di quanto pensassi, l'altitudine ti dà meno vertigini del previsto...quando tutto passa, quando torni al caldo, ti sembra quasi impossibile essere stata lì, aver affrontato il tuo inf(v)erno personale, aver sfidato gli occhi a guardare, il cuore a placarsi, la testa a rilassarsi..quando tutto finisce ti resta un vuoto...la sensazione che per un momento, sarà pieno inverno, che dovrai abituarti a quel peso spostato dal cuore dopo infiniti giorni e infinite notti...non è vero che ci si abitua alla leggerezza dell'anima, non è vero che si volta pagina in un attimo..ma è vero che quando risali, o in questo caso riscendi, quando ti guardi allo specchio una mattina e sul tuo viso leggi una calma che dimenticavi di poter avere, quando il tuo sguardo sprigiona pace, senti che hai fatto tutti i passi necessari, hai fatto quello che dovevi fare da anni...sei libera, libera di andare avanti e di guardare indietro senza rancore, libera di sorriderti da sola e sentirti anche un po' stupida perchè ala fine "ci voleva così poco"...libera di lasciarlo andare per sempre, con la consapevolezza di averlo amato nella maniera più pura possibile, pulita come la neve, e sicura che come le tue impronte restano sulla neve finchè qualcuno non ci cammina sopra, le sue lasceranno i loro tacchetti impressi nel tuo cuore fino ai prossimi passi, alle prossime nevicate, che arriveranno presto, o tardi, e troveranno un altopiano immenso e libero da ricoprire....


songs of the day "last goodbye" Jeff Buckley
"hotel supramonte" Faber

venerdì 12 dicembre 2008

Una giornata perfetta

Non esiste. Partiamo subito dal risultato finale. Non può matematicamente esistere una giornata totalmente perfetta, può andarti tutto benissimo per 24 ore e mentre varchi la soglia di casa pesti una cacca di cane. Non esiste, sono sicura. Ma possiamo farle esistere noi. Come? Abbassando le aspettative forse, o vedendo tutto sotto una luce favorevole. La cacca di cane? Porta fortuna, evviva, meno male che l'ho pestata sennò sta giornata non sarebbe stata il top...

Quando il cielo non è clemente con noi, dobbiamo essere noi clementi con il cielo.

11 dicembre, mattina presto..mi sveglio con un mal di testa pazzesco, tonsille gonfie, intasata come viale Monza a Milano nell'ora di punta...proprio oggi, che devo andare a Lecce a vedere il concerto di Capossela?! Apro la finestra...qui Trieste, tempesta di vento e bora che ti porta...mi sento a pezzi, misuriamo la febbre...37.1.... ok, ce la facciamo...affronto le raffiche e vado a prendere il bus, e ripercorro quella strada che ho fatto per anni, anni e anni...e quando supero Guagnano, e quando vedo la scritta Campi Salentina, mi si stringe il cuore e mi scende una lacrima, la prima e l'ultima, una sola...passare davanti ai cipressi di Campi e versare quella singola lacrima è una tassa dovuta, inevitabile, scontata quasi, oramai mi sono abituata, si va avanti...si affronta la città nonostante il tempaccio, io e Anto ci sentiamo come quelle persone emigrate e tornate a casa dopo 20 anni..."guarda qui, non c'è più quel negozio, ora hanno aperto una pizzeria...hey, qui c'era la rummeria, ora c'è il minimarket"...le città cambiano davvero così tanto, da colpirti gli occhi quasi con violenza, quando sei lontana? e allora perchè non facciamo quasi caso al fatto che le persone che ci sono vicine cambiano di continuo, quotidianamente? strano senso della prospettiva...

Un tuffo senza pinne nel mare del mio passato, questa la sensazione di ieri sera...incontrare persone con cui hai condiviso case, cose, storie, lacrime, sorrisi, bottiglie di vino, vita..e risalire all'ultima volta che vi siete incontrati, 3, 4 anni fa...è strano, tutto strano, ma arriva l'ora ed entriamo a teatro...

Ho visto tanti concerti in vita mia, molto cosiddetti mostri sacri, molti mi hanno lasciato delle emozioni indelebili, molti andavano al di là del semplice concerto, ma quello di ieri...quello di ieri...Vinicio ha messo su uno spettacolo indescrivibile, il mago sui trampoli che annuncia l'inizio dello spettacolo dal megafono, i freaks, le giacche degli aiutanti del circo, il leone più piccolo del mondo, il minotauro, il pianoforte minuscolo su cui suonare "Il paradiso dei calzini"... non si può descrivere, davvero, è da vedere, da vivere, da godere...

Poi dopo 2 ore e 20 minuti di concerto il freddo, il caro vecchio Orient, ancora mille ricordi ad aggredirti con quella violenza un po' tipica dei posti che hai lasciato perchè hai amato talmente tanto da decidere di andartene prima di arrivare ad odiarli...poi stamattina, una telefonata, esame rimandato, al 30 fottuto dicembre...ho immaginato la notte di Natale con il libro di estimo in mano e il cappello con le lucine in testa..non se ne può più, doveva essere un corso, non una piaga...

Si esce, si ritorna in città, si cammina per strade battute eppure nuove...aperitivo, lungo, lunghissimo...una birretta e via eh, e ci ritroviamo a parlare di rugby, del concerto di ieri e ci accorgiamo che sono le 3..."non ci faranno mangiare mai", "dai, proviamo"...e ci va bene, e torniamo a parlare del concerto, io e Anto a fare "una testa tanta" ad Ago che non c'era, a macchinetta, nonostante mal di testa a palla e stanchezza latente...finchè non ho visto Anto guardare di fronte a sè e strabuzzare gli occhi, a bocca aperta..eccchissarammai, penso..poi mi giro e lo vedo lì..che quasi timido chiede dov'è il bagno, che era alle nostre spalle...Vinicio era lì, seduto a pochi metri da noi, probabilmente avrà anche ascoltato le nostre chiacchiere su di lui...esce dal bagno, lo salutiamo, gli facciamo i complimenti e gli chiediamo di autografarci il poster e i biglietti..."sisi, vado a prendere la penna "ce l'abbiamo, eccola" "no, devo prenderne una speciale" e torna al tavolo con un pennarello dorato che solo lui mio dio può andare in giro con una cosa così, e prende una sedia, si siede al tavolo con noi, ci chiede che ne pensavamo del concerto, ci dice quanto gli piaccia il nuovo spettacolo, quant'è bello il Politeama, soddisfatto, con questa voce bassa, che si insinua timida nello stato di trance che aveva travolto tutti e 3, si guarda intorno e dice che lì si sta proprio bene, ci chiede di dove siamo e si stupisce perchè abbiamo fatto 100 km per andare a vederlo, e ci ringrazia, e io gli dico grazie per tutto, da sempre, per questi anni di poesia regalati, e si alza, ci abbraccia, ci bacia, ci saluta e ci dice ancora grazie...e mentre fumavamo una sigaretta fuori per riprendere fiato dopo quell'incontro inaspettato, lui esce per andare via, ci saluta prima di affrontare la pioggia, fa 5 passi, si gira ancora verso di noi e ci fà ciaociaoconmanina, con un sorriso di una dolcezza indescrivibile, e quel colbacco che si allontana nella pioggia mi fa pensare che sì, le ultime 24 ore hanno rappresentato appieno una giornata perfetta, che certe emozioni soffocano tutti i pensieri negativi, che certi incontri a sorpresa ti ripagano di tutti gli affanni di un periodo decisamente NO per me e per le persone a cui voglio bene...facciamo così, vediamola come un preview delle mille cose belle che ci riserva il 2009, perchè sono sicura che ci riserva cose grandiose, ci scommetto..

e come dice Vinicio, fate attenzione a quello che desiderate..capace che poi si avvera... :-)





song of the day "l'uomo vivo" Vinicio Capossela (per farvi capire che spettacolo è stato il concerto...)

giovedì 27 novembre 2008

Smentite


Se ne dicono tante sulla felicità, da sempre...c'è chi dice che è senza limite, viene e va, c'è chi dice che è un attimo, che è una pistola calda, che la felicità è dare senza ricevere nulla in cambio, che è la più grande truffa inventata dal capitalismo, che è una perdita di tempo, che è un'illusione, che è un bicchiere di vino con un panino (:D), ce n'è per tutti i gusti, in positivo e in negativo...la citazione che mi ha sempre incantata però è "La felicità si racconta male, perché non ha parole. Ma si consuma, e nessuno se ne accorge", che la mia labile memoria attribuisce a Dostojevski, appare in due film favolosi, "Anna e le sue sorelle" di Allen e "Jules e Jim" di Truffaut, in entrambi come didascalia, e ho sempre trovato incantevole...ho sempre creduto a questa cosa, come una verità assoluta, come la copertina con cui coprirmi quando le cose andavano male, era la mia consolazione all'incedere triste e lento del corso delle cose...però l'altro giorno ci ripensavo, e mi sono trovata in disaccordo...no, non è vero che la felcità si consuma e non ha parole, non è vero che è astratta, che ci cammina sopra come un'ombra e quando cala il sole non è più con noi...credo che la felicità, per tanti versi, sia tangibile, la felicità puoi toccarla con mano, puoi sentirne il sapore, il profumo, la felicità non è per forza qualcosa di talmente tanto grande e immenso che ti leva il fiato, non è solo l'amore della tua vita, non è solo il batticuore, non è solo trovarsi di fronte ad un quadro strepitoso, a un monumento perfetto, non è solo vincere al superenalotto, non è solo avere tutto quello che si vuole (che poi, detto tra noi, ma chi ce l'ha?)..la felicità è racchiusa, forse un po' nascosta, in tante piccolissime cose...la felicità è un cioccolatino fondente che lasci sciogliere lentamente in bocca, la felicità è vedere di nuovo il sole dopo giorni di pioggia, la felicità è cogliere di sorpresa dei passerotti che mangiano i croccantini del gatto, la felicità è quel miracolo di Dio di Ascanio che quando mi guarda si incanta e mi abbraccia e non vuole più andare via e frigna persino quando lo prende in braccio sua madre, la felicità è dividere cibo cinese e vino con gli amici dopo una giornata veramente, veramente provante in cui l'unica cosa che volevi fare era sbattersi a letto, ma hai preferito uscire, e hai fatto la scelta giusta, la felicità è quando la sera ti appoggi sul cuscino, ti infili sotto il piumone e senti piano piano gli occhi che si chiudono e non ci sono brutti pensieri a farti compagnia, la felicità è avere la quasi certezza che non salterò causa esame il concerto di Vinicio chesonoduemesichec'hoilbigliettoenonstoaspettandoaltro, la felicità è il muso di un gatto che viene a leccarti la faccia e a farti le fusa appena ti svegli, la felicità è progettare un viaggio verso volti amici e amati e pensare "come sarà bello vederti", la felicità è cantare Nutless a squarciagola come se fosse una canzoncina allegra perchè ogni tanto riesce a non farti male, la felicità è guardare sorridendo le foto di una casa colorata che diventerà il tuo nuovo nido...forse sto diventando banale, o forse, essendo io la donna dai due colori, quando le cose mi girano male vedo tutto nero, quando girano bene vedo tutto rosa...ora, non è che stia andando tutto benissimo, ma riesco a compiacermi di una giornata di sole ed è già tanto, e forse la ricompensa del karma, o la ruota che inizia a girare nel verso giusto, è alle porte no?:)


song of the day "get me" Dinosaur Jr.

venerdì 21 novembre 2008

Happiness is real....

Qualcuno mi disse che ci vuole più coraggio a restare che a partire. Non ero d'accordo. Poi è arrivato per me il momento di dimostrare se avevo lo stomaco necessario, se ero in grado di restare, a testa alta, in piedi...e mi è venuta voglia di abbassare la fronte e sedermi...Poco coraggio? Poca forza? Inizialmente la vedevo così..come una sconfitta, come un modo come un altro di gettare la spugna...ammettere di non farcela, di voler ripartire, di non restare coi piedi su questa terra di fronte al mare ma di andare oltre, più in là...poi però ho capito che non tutto era perduto, che questo tempo qui non è stato inutile, sprecato...avevo bisogno di tornare qui...avevo bisogno di riprovare il contatto con questa città, avevo bisogno di provarci, e ci ho provato, davvero, con tutta me stessa, ma non è andata bene, e non so quanta colpa ho io e quanta ne ha "lei", so solo che sono testarda, che se voglio qualcosa, e questo qualcosa è raggiungibile, me lo prendo...se non riesco ad ottenerlo il più delle volte è perchè non era fatto per me (quante storie ci sono in questa frase...), perchè i tempi non erano maturi...come al solito, volevo dire una cosa e ne ho dette mille altre...fatto sta che comunque, in questi giorni, da quando ho deciso di andare via da qui a gennaio, sono felice, mi sento serena come non mi capitava da mesi, mi vedo già proiettata nella mia nuova realtà, con le mie solite mille speranze, con milioni di sogni, con tanta voglia di rimettermi in carreggiata...e consumo il sito di trenitalia per studiare le distanze dai miei amici, e quando vedo 5 ore mi sembrano anche poche, rispetto alle 12 da qui! E penso all'indipendenza che, seppur in parte, ritroverò..una cosa ho capito qui, che non posso vivere in questa casa...che ognuno di noi ha un senso del sacrificio diverso, che non devo sentirmi una merda solo perchè non ho voglia di fare la badante e di chiudere con la vita restando qui a fare nulla, che l'affetto è una cosa ma la propria vita è un'altra, e deve avere la priorità...per un sacco di tempo rispondevo "la vita va così, che dobbiamo fare.." e invece no, la vita la puoi prendere e ribaltare, puoi anzi devi farne quello che vuoi, e forse mi pentirò di questa ennesima partenza ma in questo momento sento che è la cosa giusta...che post cagoso, vabbè, volevo solo dirvi che sono felice, tutto il resto è cagoso :)


song of the day "I'm Free" Rolling Stones

domenica 16 novembre 2008

The world has to know...

Ci sono canzoni che in determinati giorni dicono tutto quello che noi non riusciamo a dire...ci sono canzoni che a volte ci rifiutiamo di ascoltare per mesi perchè pensiamo che ci facciano male, ma poi è bello in un attimo ritrovarle, e pensare "magari tutti gli strazi del mondo avessero questa melodia"...dedicata a tutti quelli che pensano che deve esserci di più che carne e ossa, a quelli che tengono la guardia alta ma che sanno incassare bene i colpi, a quelli che preferiscono non rimettersi in gioco per non perdere ancora una volta, a quelli che hanno un sogno e sanno portarlo avanti contro tutto e tutti, a quelli che in silenzio stanno male ma ti dicono sempre "va tutto bene", a quelli che mentre vedono il cartello con la scritta Milano pensano a me, a quelli che sanno rendersi conto di aver sbagliato, a quelli che non se ne renderanno conto mai, a quelli persi e poi ritrovati, a quelli mai persi, a quelli mai ritrovati, a quelli che conosci da un mese e ti sembra di conoscere da una vita, a quelli che conosci da una vita ma che in realtà non conosci per niente, a quelli che piangono sotto la pioggia, a quelli che avevano smesso di crederci e una mattina si sono svegliati innamorati, a quelli con lo sguardo duro che sembrano non stare mai male ma che hanno cicatrici sottopelle che continuano a bruciare, a quelli che mi hanno lasciato senza una risposta, a quelli a cui non ho mai fatto neanche una domanda, a quelli a cui io devo una risposta, a quelli che non conosco e sanno farmi commuovere, a quelli che conosco e sanno farmi ridere, a quelli che sorridono da una foto, a quelli ancora capaci di non farsi cambiare, a quelli che si incazzano se gli dici grazie e scusa, a quelli che ti mancano anche se li hai scoperti tardi, a quelli che sono felici quando sei felice tu, a quelli che non dicono niente ma sai leggere bene quei silenzi, a quelli che porterò con me ovunque io vada, a tutti, ma a una persona in particolare...tu mi dedichi i disegni che fai tu, io le canzoni che scrivono gli altri, ma la musica, come la poesia, non è di chi la fa, ma di chi ne ha bisogno :-)

song of the day "Take it with me" Tom Waits


Phone's off the hook
No one knows where we are
It's a long time since I
Drank champagne
The ocean is blue
As blue as your eyes
I'm gonna take it with me
When I go

Old long since gone
Now way back when
We lived in Coney Island
Ain't no good thing
Ever dies
I'm gonna take it with me
When I go

Far far away a train
Whistle blows
Wherever you're goin
Wherever you've been
Waving good bye at the end
Of the day
You're up and you're over
And you're far away

Always for you, and
Forever yours
It felt just like the old days
We fell asleep on Beaula's porch
I'm gonna take it with me
When I go

All broken down by
The side of the road
I was never more alive or
Alone
I've worn the faces off
All the cards
I'm gonna take it with me
When I go

Children are playing
At the end of the day
Strangers are singing
On our lawn
It's got to be more
Than flesh and bone
All that you're loved
Is all you own

In a land there's a town
And in that town there's
A house
And in that house
There's a woman
And in that woman
There's a heart I love
I'm gonna take it
With me when I go
I'm gonna take it
With me when I go

mercoledì 12 novembre 2008

Ok....

Deve esserci qualche congiunzione astrale pazzesca in questi giorni...ho appena deciso di sconvolgere di nuovo del tutto la mia vita...l'anno prossimo vado a dormire il 10 novembre sera e mi sveglio il 13 :D

Undici undici

Ci sono risvegli in cui senti l'amaro in bocca, altri in cui senti il miele sulle labbra, ci sono notti in cui il tempo si ferma e altre che corrono così veloce che non riesci a starle dietro, ci sono date, giorni, numeri che per uno strano gioco del destino fanno parte della tua vita e cambiano il corso dei tuoi giorni, per sempre... Ci sono stati tanti 11 novembre, ma gli ultimi 11 hanno avuto un sapore particolare, a volte dolce, a volte aspro, ma tutti hanno un posto irrangiungibile nelle mie memorie...il primo ha dato il via, gli altri si sono presi il loro spazio..c'è stato il San Martino di 10 anni fa, una notte di baci rubati sotto un ulivo alla fioca luce di un falò che si consumava in silenzio e di un'alba che faceva capolino, c'è stato il risveglio del giorno dopo, con la testa che girava e il cuore che batteva forte per la scoperta di quelle sensazioni allora sconosciute, c'è stata la paura e poi la gioia immensa, c'è stato il rituale del festeggiamento, tutti insieme, per tanti anni, tutti insieme ma con un momento tutto mio e suo perchè era il nostro giorno, e poi dopo 7 anni c'è stato un altro risveglio, all'alba, con la valigia pronta e un biglietto di sola andata per Milano, col cuore che batteva ancora più forte forse, con una città e un pezzo di vita che dal treno vedevo allontanarsi sempre più fino a scomparire, ma solo dagli occhi, mai dal cuore...e poi il San Martino di 2 anni fa, col cuore davvero impazzito, con le mani e le gambe che tremavano sulle gradinate di uno stadio mentre vedevo avvicinarsi lui, lui che dopo qualche minuto si allontanava e scompariva, ma solo dagli occhi, mai dal cuore, e la sera a casa di Anto a bere primitivo e mangiare castagne e a pensare che andava benissimo così, che ero felice di avere quegli amici al mio fianco quella sera, e poi quello dell'anno scorso, prima a Viadana, dove ho ri-conosciuto Lara (:D) e ho brindato con alcune delle persone più importanti della mia vita,e poi a Milano da Anto con la Lory, che ieri ho sentito felice come finalmente meritava di essere...ieri era San Martino, l'ennesimo, e chissà perchè la testa si è messa a pensare a tutti quelli che avrei voluto avere affianco ieri..chissà perchè pensiamo sempre a chi non ci ha voluto e quasi mai a chi non abbiamo voluto noi, chissà perchè le persone, quando tornano, sembra che non se ne siano mai andate, chissà perchè ci sono certi autunni che sono più primavera di aprile, chissà perchè quando ti allontani dalle persone che ami ti rendi conto di quanto tempo hai sprecato lontano da loro, sarà l'assenza che mi innamora, come m'innamorò..., sarà che abbiamo preso un sacco di treni ma non ci rendiamo conto di quanti ne abbiamo persi..sarà che quest'estate di San Martino ha due facce, una con l'amaro in bocca e una col miele sulle labbra, senza una ragione particolare, perchè i ricordi, per tenerli vivi, basta tirarli fuori dal cassetto ogni tanto, spolverarli e rimetterli dov'erano, sempre, nel passato, perchè è quello il loro posto, ma non il mio...


song of the day "nothing lasts forever" echo & the bunnymen

domenica 9 novembre 2008

Tu, lei, voi.

Non è sempre facile capire come ci si deve rivolgere a qualcuno con cui si parla per la prima volta...vieni influenzato dall'età di chi hai di fronte, dal suo "grado", dalla formalità o meno dell'incontro..per questo il mio capo l'altro giorno si è rivolto a me con tutti i pronomi possibili e immaginabili...io sorridevo, dentro e fuori, e pensavo che questa scena era un pò ridicola e allo stesso tempo sorridevo perchè una scena così, seria nonostante le apparenze, non mi capitava da mesi ormai..io lì, seduta, vestita di tutto punto, a parlare delle solite noiosissime cose di cui si parla a un colloquio di lavoro, e lui di fronte a me, vestito di tutto punto, a dirmi le solite, noiosissime palle che si dicono a un colloquio di lavoro...quando è finito questo valzer del luogo comune, ci siamo stretti la mano, ci siamo detti "benvenuta", "grazie", mi sono rotolata fuori dalla stanza alla velocità della luce...sto diventando troppo vecchia per sopportare certi stati ansiosi... :)
Non so neanche quanto possa asserire di avere un lavoro visto che per ora pecunia non ne vedo e non ne vedrò per un pò...però avere un impegno, gestibile sì ma comunque quotidiano, aver qualcosa "da studiare", pensare a cosa dire ai clienti, cosa proporre, essere ormai alle strette (mi serve una macchina, e subito), tutte queste cose, non so, non vi nego che mi "suonano" stranissime..e il fatto che tutto ciò sia arrivato proprio in un momento in cui mi stavo quasi rassegnando al fatto che le cose dovevano andare così(ossia male...)... bizzaria della vita, ennesima beffa che ti fa sorridere amaramente...quante volte diciamo che le cose succedono e arrivano quando smettiamo di cercarle? quante volte ci imponiamo di smettere di vivere alla disperata ricerca o attesa di qualcosa perchè così influenziamo negativamente il suo arrivo? possiamo ripetercelo all'infinito, ma staremo sempre lì, pensanti, a cercare di scovare il metodo per far sì che le cose vadano come vogliamo noi...i piccoli passi, le piccole cose, quelle che da qualche mese dicevo agli altri e a me stessa...è tutto un nodo di incroci, se inizia ad andare bene una cosa piano piano iniziano ad andare bene le altre...ora il lavoro (per la cronaca, consulente assicurativo, non ne so nulla ma da quel che ho visto nella prima settimana di pratica è più interessante di quanto pensassi, e poi in questi tempi di magra sarei un'ingrata a lamentarmi se non posso fare la lanciatrice professionista di coriandoli ma mi tocca invece fare un lavoro che organizzo io coi miei orari, con la mia macchina, in cui non ho quasi il dovere di passare in ufficio ma posso vedermela anche da casa studiando le pratiche e il materiale, devo dare conto fondamentalmente a me per la mia busta paga e l'ambiente è comunque giovanile e interessante...insomma, poteva andare peggio no?), di conseguenza la benedetta macchina, poi la casa (anche se "purtroppo" l'ufficio è dietro casa dei miei e la zona che mi verrà assegnata è qui vicino, ma è vicino anche alla città volendo..) e già sarei praticamente "a posto" ... poi tutto si vedrà col tempo, devo ancora entrare bene nell'ottica di tutto, ma posso ritenermi soddisfatta, da qualche parte dovevo iniziare no? e comunque questo post è per ringraziare tutti voi per il sostegno...grazie di cuore, davvero....



song of the day "finest worksong" R.E.M. :D