giovedì 9 luglio 2009

Tournesol

A me i fiori non piacciono. O meglio. Me ne piacciono solo pochi. I papaveri, sono così lussureggianti e lussuosi nel loro rosso, misto viola, così preziosi e superbi ma che quasi in segno di sfida crescono anche ai lati della strada (me ne ricordo tanti vicino all'Ateneo, nella strada che percorrevo ogni giorno, e mi faceva sorridere vederli "incisi", nella improbabile vana speranza che potessero donare qualcosa di più che un sorriso negli occhi..), mi piacciono i gigli, che a dispetto di chi li reputa "puri" ho sempre considerato anticonformisti, peccatori, con quel bianco che inganna e quella corolla disordinata che ti illude della loro verginità...mi piacciono i tulipani, così geometrici, così perfetti, che si stagliano sempre alti, dritti e fieri, che ti fanno pesare la loro altera bellezza...ma più di tutti, mi piaccioni i girasoli. I girasoli non sono fiori, sono delle tribù. I loro campi rubano la scena al cielo azzurro, al mare blu, ai prati verdi, a qualunque altro paesaggio. Quel giallo ti entra negli occhi, non puoi ignorarli. Una volta qualcuno, sulla strada del ritorno dal mare, ha frenato di colpo, si è fermato e mi ha portato un girasole rubato in un campo. Credo che quello sia, in assoluto, il regalo più bello che mai mi sia stato fatto in tutta la vita.
I girasoli sono alti, sono scoordinati, sembrano quasi mollicci, con quello stelo che tende verso l'alto ma che al tramonto si piega un po' su se stesso, con quella testa mai del tutto tesa e stesa, con quella corolla sempre un po' inclinata sul lato, come a cercare di capire quello che c'è lì intorno...sono quasi sempre in gruppo, ma i più belli secondo me sono quelli che intravedi da soli, illuminati solo dalla loro stessa presenza, in quei campi pieni di altri colori, dove chissà per quale bizzarra scelta il vento ha portato i loro semi, per attecchire dove magari non cresce nulla, per lasciarli fiorire dove intorno c'è il vuoto, o peggio, dove ci sono specie tanto e troppo diverse da loro....ma loro stanno lì, sembrano fieri e sicuri ma magari si sentono fuori luogo, e resistono nella diversità, resistono nella solitudine, resistono nella sconfitta dei loro simili i cui semi restano secchi sotto la terra..ma sono lì, più alti di tutti, vicino alla gramigna magari, e resistono cercando di non abbassare mai lo sguardo..e quando il sole, appunto, gira, e non sorride più alle loro corone d'oro, cercano di tenere la testa alta, come a dire "io non voglio mollare, baciami ancora"..ma poi abbassano la testa, stanchi, e si piegano su se stessi, cercando di tenersi compagnia per una notte lunghissima..però...però poi il sole sorge ancora, ogni giorno, e il girasole è lì, pronto a rialzare la testa, a guardare quel sole senza paura, ad affrontare il mondo senza timore...e ancora una volta, il mondo sarà lì ad accoglierlo, a stupirsi del suo sorriso, a guardarlo alzarsi facendo affidamento solo sul suo fragile busto...e la notte, quando il sole sorgerà, sentirà la mancanza di quella figura triste ma allo stesso tempo viva, viva, viva come non mai...perchè solo quando ti pieghi, solo quando arrivi a guardare la terra su cui poggi, solo allora potrai alzarti davvero, guardare davanti a te e dire "io sono vivo...anche se vivo solo a tratti..e sono giallo" :-)


song of the day "yellow" coldplay

4 commenti:

ARIS ha detto...

Veramente Meraviglioso!!!!!!!!
Ma allora quel girasole che sta sopra e sovrasta gli altri di 20 cm sei proprio tu?! :)io sono la margheritina in basso a destra...heilaaaa, mi vedi? ;)

robbby ha detto...

ti vedo bambina mia, ti vedo...io sovrasto solo perchè se sono più in alto degli altri, nessuno può leggermi nella testa :-)

Sonic Young ha detto...

welcome back

marian. ha detto...

ciao robby! ogni fiore ha caratteristiche e destini propri. ma per fortuna a noi comuni umani è concesso di rivedersi in un fiore o in un altro a seconda delle nostre caratteristiche e dei nostri destini, prevedibili, in fondo, nelle loro infinite possibilità.